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Cannabis light e attività onirica: perchè quando smettiamo di fumare torniamo a sognare?

Care lettrici in erba,
torniamo a parlare di nostra sorella amica, “la ganja buona”. Fra i molteplici benefici che il CBD abbraccia, ricordiamo che esso costituisce un valido aiuto contro insonnia e disturbi del sonno. Nei punti a seguire indagheremo la curiosa relazione tra cannabis light e esperienza onirica. Ci aspetta un tuffo nell’ oblio dei sogni e nel regno del subconcio. Siete pronte a saltare?

Se la risposta è sì, facciamo un piccolo passo indietro.

THC E CBD: come influiscono sul sonno?

La comunità scientifica ha indagato fin dai primi del ‘900 il rapporto tra marijuana e sonno individuando nel THC, il principio attivo presente in maggior quantità nella cannabis tradizionale e conosciuto per i suoi effetti psicotropi, il responsabile delle alterazioni subite.

Per questo motivo negli ultimi anni i ricercatori si sono concentrati su un altro principio della Canapa Sativa, il CBD. I suoi effetti benefici, a differenza del fratello “cattivo”, sono notevoli.

Grazie alla sua azione neuroprotettiva, antiinfiammatoria e antiossidante, si rivela utile nel combattere l’insonnia.

Il ruolo del sistema endocannabinoide sulla regolazione del ritmo cardiaco dimostra una connessione tra il CBD e il dormire bene. Oltre a indurre un sonno profondo, e come diretta conseguenza di questo, favorisce un risveglio più energico e riposato.

Ma nonostante contribuisca a una migliore qualità del sonno è difficile stabilire quale impatto abbia sui sogni. Questo perché il modo in cui sogniamo può essere influenzato da diversi fattori, quali la dieta che stiamo seguendo, le preoccupazioni giornaliere, i livelli di energia nel nostro corpo e i diversi umori o stati psicologici personali.

I sogni, questa misteriosa zona…

L’attività onirica avviene durante la fase finale del sonno, la cosiddetta fase REM.
Il professore di psicologia e neuroscienze Matthew Walker paragona il sogno a una terapia notturna e afferma che i sogni emersi durante la fase REM sembrano attenuare le esperienze traumatiche o spiacevoli vissute durante la giornata, offrendo soluzioni emotive al risveglio”.

Assumere cannabis prima di dormire causa una diminuzione del tempo trascorso in fase REM, ne deriva che è molto più raro sperimentare sogni vividi.
In ogni caso, che si tratti di THC o CBD, molti consumatori che assumono regolarmene cannabis sostengono di sognare meno, e che una volta interrotto il consumo d’erba i sogni si ripresentano con una certa insistenza. Il cosiddetto “effetto rimbalzo”, caratterizzato da sogni più tangibili e ripetuti.

A tal proposito il neurologo olandese e studioso del sonno Hans Hamburger spiega come “prendendo una sostanza che inibisce un fenomeno inevitabile per un po’ di tempo, esso ritornerà con più forza in assenza della sostanza scatenante”. I sogni sarebbero più profondi in questo caso.

Insomma, non è ancora chiaro se questa minore intensità onirica sia fonte di disagio o no ma certo è che, se volete tenervi strette i vostri sogni, sarebbe meglio assumere marijuana molto prima di coricarsi.

Ne vedrete delle belle!

Abbracci

Camilla

Fonti:

Medical cannabis and insomnia in
older adults with chronic pain: a
cross-­sectional study
Sharon R Sznitman ‍ ‍ , 1 Simon Vulfsons, 2,3 David Meiri, 4 Galit Weinstein 1
doi:10.1136/bmjspcare-2019-001938

Choi, S., Huang, B. C., & Gamaldo, C. E. (2020).
Therapeutic Uses of Cannabis on Sleep Disorders and Related Conditions.
Journal of Clinical Neurophysiology, 37(1), 39–49.

doi:10.1097/wnp.0000000000000617

Sleep Med Rev. 2008 Oct;12(5):381-9. doi: 10.1016/j.smrv.2007.12.004. Epub 2008 Mar 3.
Effect of illicit recreational drugs upon sleep: cocaine, ecstasy and marijuana.
Schierenbeck T1, Riemann D, Berger M, Hornyak M.

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