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Ecco Torq GP, la supercar italiana da 600 cavalli, costruita e alimentata con la canapa

Un ritorno al passato che sa di futuro e sostenibilità: da un’idea tutta italiana è nata una supercar con prestazioni eccezionali, grazie al peso contenuto garantito dalla carrozzeria realizzata in canapa al 75%.

Non solo, perché tra le diverse possibilità con cui  la Torq GP può essere alimentata, c’è anche un distillato di canapa.

Insomma, una riproposizione futurista della Hemp Body car di Ford, che aveva appunto creato il prototipo nel 1941 dell’auto che è più sostenibile dei moderni veicoli elettrici e che, seguendo idea del suo creatore, che aveva letteralmente bruciato i tempi, sarebbe stata realizzata solo con prodotti naturali, che provenivano dalla terra.

Riguardo l’uso della pianta delle meraviglie da quello che Thomas Bleiner, ex pilota e responsabile innovazione dell’azienda italiana che la produce, ha raccontato alla Gazzetta.it, “con il distillato, che già Henry Ford aveva usato nel 1937, si ottiene un carburante eco-compatibile e che secondo il nostro punto di vista potrebbe in futuro avere successo anche nella produzione di auto di serie, mentre con la fibra si ottengono parti della scocca e della carrozzeria. La fibra, infatti, si lavora esattamente come la fibra di carbonio, ottenendo un tessuto che quindi si solidifica con una resina specifica. Grazie all’innovazione tecnologica, questa fibra di canapa, che è molto più leggera del metallo e pesa in pratica come il carbonio, si possono creare macchine da corsa davvero interessanti”.

Il progetto della Torq GP era stato presentato in anteprima dall’azienda torinese ED – Excellence Design, fondata da Davide Pizzorno, che ha annunciato un campionato per queste monoposto sostenibili a partire dal 2022.

Secondo gli esperti di settore infatti si tratta della monoposto più green del pianeta, con un peso totale di 725 chilogrammi ha un motore a due tempi V6 in grado di erogare quasi 600 cavalli, alimentato con carburanti alternativi: distillato di canapa, idrogeno (idrogas) oppure E85 (miscela composta all’85% da etanolo e per la parte rimanente spesso da benzina).

E, nell’idea di Bleiner, “il campionato che vogliamo organizzare dal 2022 sarà un laboratorio e un’ottima vetrina per certe tecnologie, che secondo noi sono destinate ad arrivare alla produzione di serie”. In ogni gara la prima parte (130 chilometri) sarà svolta sfruttando l’idrogeno, mentre per la seconda, la scelta sarà presa dal pubblico online, che stabilirà il tipo di carburante da impiegare tra E85 e distillato di canapa per proseguire la corsa.

L’appuntamento è per il 2022, con una tappa anche in Italia.

FONTE

Redazione di Canapaindustriale.it

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